L’inchiesta

Corinaldo…la trap sotto accusa!

Benvenuto/a nella rubrica ideata da BlogConnection Agency, dedicata all’inchiesta che ha come valore quello di unire una lettura con una chiave interpretativa, senza perdere di mira il nostro motto principale “La digitalizzazione non è smartphone”. Un modo questo, per usare le chiavi del giornalismo come puro mezzo di correlazione tra lettura e pensiero. Inchieste a cura della redazione di BC Agency con la visione della Responsabile Giornalistica Michela Zanarella.

 Può un concerto mettere sotto accusa un intero movimento musicale?

Basta un concerto a volte per mettere in discussione l’interno show business legato alla musica. A volte, con una notizia da mettere in prima pagina, su tutti i giornali e media sia a livello nazionale, sia a livello locale, e sia internazionale, si può mettere in discussione un intero sistema che agisce al cospetto dell’industria musicale. In questo nostro articolo, per la sezione “L’inchiesta“, non vogliamo banalizzare il contenuto facendo acclamazioni di nessun tipo, e né tanto meno andremo a fare il resoconto di tutto ciò che stiamo sentendo nei vari rotocalchi televisivi sul caso balzato come prima “tendenza“, anche sui i maggiori social, della discoteca “Lanterna Azzura” a Corinaldo in provincia di Ancona, che vede sotto accusa non solo il gestore del locale ma anche il cantante “Sfera Ebbasta“, idolo dei teenager, cercheremo di dare il nostro punto riflessivo su questo fenomeno.

Partiamo da una piccola considerazione:

L’Italia è famosa nel mondo, per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche e gli americani farebbero faville per averla, ma anche famosa per spaghetti, pizza e mandolino e sopratutto per la vena del puro complottismo che si mischia con la più profonda predisposizione alla visione nel vedere le cose dal punto di vista morale. In  questo, noi italiani, siamo veramente superlativi e non abbiamo sicuramente rivali.

Detto questo, anche nel caso attuale, che sta sconvolgendo l’opinione pubblica, e sta compiendo un vero boomerang anche a livello televisivo, dove i migliori psicologici ed “opinion leader“, come i politici nostrani, si interfacciano dicendo la loro posizione su un tema che ancora una volta ci fa comprendere lo stadio della farsa moralità che prende il sopravvento sul resto.  E’ inutile dirlo che in Italia, viene reso visibile un fenomeno, un problema, solo quando quest’ultimo fa notizia e produce ascolti, audience e dati auditel alle stelle, e sopratutto, si trova un volto, una persona fisica, un qualcuno da buttare in prima pagina come volto estremo di questo malaffare.

E’ scandaloso, che adesso venga buttato in prima pagina il volto del repper italiano Sfera Ebbasta come se fosse lui l’artefice di ciò che è successo in provincia di Ancona in quella discoteca, e ci chiediamo, adesso sono diventati tutti interpreti dei brani del repper che fa della trap il suo cavallo di battaglia. E’ vero, i testi della canzoni a volte non indicano nulla, a volte, trasmettano solo emozioni e a volte li cantiamo e le osanniamo senza conoscere il loro effimero significato, come accade per esempio per i testi in lingua inglese, cantati dai molti, ma senza comprendere e conoscere il significato di ciò che si sta enunciando. Ma da qui a dire che sia lui l’artefice dell’azione vigliacca di un singolo, di un ragazzo, che ha voluto forse provare l’ebbrezza di fare una bravata, che ora paga a caro prezzo, è veramente ingiusto e indecoroso. 

Crediamo ciecamente che si debba prendere invece, un’altra chiava interpretativa sul fenomeno in oggetto. 

A oggi in Italia, esiste una legislatura che non permette più la possibilità di fare sagre, feste, eventi in pubblica piazza perché si ha bisogno di mille autorizzazioni e anche la possibilità di affrontare una certa spesa economica, non minima, per fare l’evento. Dall’altro lato invece, discoteche, palasport, disco pub, pub, e potremmo continuare all’infinito,  realizzano i loro eventi ospitando il doppio se non il triplo delle presenze. Il tutto capita, sotto gli occhi di tutti. Amministratori locali, prefetti, e tutti quegli organi collegiali che dovrebbero avere il controllo sulle città che amministrano o che tutelano. Non è certo la prima volta che accade ciò e non sarà l’ultima volta.

Da una parte vi è il discorso che si scontra con il titolare del locale che giustamente cerca di portare profitto all’attività durante gli eventi, e dall’altra ci sono gli organizzatori di quest’ultimi che non dovrebbero solo fare dichiarazioni sublimi ma dovrebbero cercare di fare il tutto in base a una certa legalità.

In più, noi non condividiamo la critica contro a quei genitori che mandano i loro figli minorenni a questi concerti, perché in un paese libero e democratico, uno nella propria casa può fare cosa vuole senza dare giustificazioni a nessuno. I fautori del buon costume e del buon senso, sono i primi a fare il passo sbagliato e non certo sono immuni dal scagliare “la prima pietra”. In un paese libero, bisogna sentirsi liberi di mandare i propri figli a un concerto senza aver paura che per la negligenza di qualcuno, o per l’esigenza di qualcun’altro, gli debba succedere qualcosa. Bisogna sentirsi liberi di vivere e lo Stato, in quanto organo collegiale, non deve stanziare leggi che vietano la presenza di minorenni all’interno di locali, ma deve porre le basi per una maggiore sicurezza per chi vuole in quel momento, regalarsi un attimo di gioia e di felicità. Lo Stato non può e non deve essere il garante di leggi che non autorizzano a presentarsi a questi eventi ma deve sostenere la sicurezza all’interno di essi. 

Certamente vi è anche una questione che riguarda l’educazione, ma non può e non deve essere lo Stato, in quanto organo di tutela e di diritto, a dire come bisogna educare un figlio, bensì al genitore spetta il compito di educarlo nei modi che ritiene opportuno e secondo le sue credenze. Sarà consapevole il genitore di cosa ha prodotto educando il proprio figlio. Educare un figlio, ieri come oggi, non è un compito facile, ansi è un’impresa ardita in un mondo come quello attuale dove la visione della tecnologia si scontra contro la visione del non emancipazione. Un mondo quello attuale, forse anche troppo social, che ci ha fatto perdere il nesso, l’unione, il legame, il cordone con il proprio figlio, e ci fa navigare “in un mare senza porti“.

Non è colpa di Sfera Ebbasta, non è colpa dei genitori o dei ragazzi che amano questo genere musicale, ma è colpa di uno Stato che non riesce a far rispettare la legalità!

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