L’inchiesta

Antonio Megalizzi…non fermiamo i sogni!

Antonio Megalizzi - Giornalista scomparso nei fatti di Strasburgo

 

Benvenuto/a nella rubrica ideata da BlogConnection Agency, dedicata all’inchiesta che ha come valore quello di unire una lettura con una chiave interpretativa, senza perdere di mira il nostro motto principale “La digitalizzazione non è smartphone”. Un modo questo, per usare le chiavi del giornalismo come puro mezzo di correlazione tra lettura e pensiero. Inchieste a cura della redazione di BC Agency con la visione della Responsabile Giornalistica Michela Zanarella.

Nell’articolo di oggi, cercheremo di fare insieme a tutti voi, un viaggio, un percorso, all’interno dei sogni, dei desideri o dell’ambizioni che ogni uomo detiene nella sua mente.  Elementi che gli producono un agire e  anche una energia che non si vede esternamente, non è visibile, ma è tacitamente osservabile. Per farlo prenderemo come esempio, il caso del giovane giornalista italiano scomparso nei fatti di Strasburgo, Antonio Megalizzi, che ha fornito l’input per la trascrizione di questo articolo.
Partiamo da una semplice domanda…Che cos’è un sogno? 
Un sogno è un’immagine di una speranza, di un desiderio, di un qualcosa che vorremmo nel breve o nel lungo periodo compiere. Un sogno è una forma virale di sopravvivenza che permette di possedere elementi magici e addirittura indistruttibili. Dietro alla tematica del sogno, ci schieriamo sin dai primi momenti della nostra vita e iniziamo ad occhi chiusi, mentre dormiamo, e sia a occhi aperti, a costruire quelle immagini che custodiamo per sempre.  I sogni sono per loro stessa natura innati ed ogni uomo custodisce quel piccolo aspetto. Non sono uguali per tutti ma si distinguono da uomo a uomo. Ognuno custodisce il suo percorso, le sue immagini, i suoi desideri. Un esempio lampante, è il caso del giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi, vittima dei fatti di Strasburgo.
Tornando al tema:
Antonio custodiva il sogno di una possibile formazione degli Stati Uniti D’Europa, ha detta dei mass media e dai giornali e si portava con sé nel suo zainetto, anche la voglia di cambiare il corso delle cose del mondo. Un giovane che aveva scelto il giornalismo come messaggio di speranza da fornire agli altri, e il suo ultimo viaggio per il gruppo “Europhonica”, gli è stato fatale. Ci ha lasciato con un compito, una missione portata avanti a metà,  per cause e moventi che qui non andremo ad evidenziare. Più si parla di questi attacchi terroristici e più diamo loro quella visione, quell’importanza che cercano.

Una visione, forse utopistica quella di Antonio, ossia la creazione di una governance che racchiudesse come in America, tutti i paesi membri, ma in lui come in tanti altri, questo sogno, questo desiderio, si è trasformato in una energia imperforabile, un’energia presente e incandescente. Una fonte insaziabile di risorse su cui attingere per migliorare anche la propria formazione personale e professionale. Un elemento chiave anche per vivere al tempo stesso forti emozioni e passaggi di puro sconforto. E’ questa fonte così calda, così forte, come nel caso di Antonio, che dirige le scelte della nostra vita, non permettendoci di spezzare il ramo che ci lega con la voglia di sogni, di ambizioni e desideri che portiamo in grembo.
Certamente, non può giungere una notizia di tale portata per farci riflettere su un tema così complicato e così pieno di insidie come quello dei sogni, ma è anche vero che sono appunto questi episodi di pura follia, di pura paura, che accendono una lampadina all’interno del nostro cervello e ci permettono di lavorare sui i nostri desideri. E’ sbagliato invece, non far vivere, un bambino, un uomo, un individuo, senza la ricerca del sogno, dell’ambizione, della passione, perché sono questi elementi che muovono il mondo. Un mondo che ci sbatte dinnanzi ai nostri occhi, la più pura crudeltà e ci fa comprendere il grado di insoddisfazione e di pressapochismo cui viviamo.
Il caso di Antonio, non deve essere solo uno spartiacque tra i mari dei desideri o di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, ma deve essere un monito di speranza di assoluta ricerca di un desiderio. Perché vedete, affinché viaggeremo con il monitor della speranza, del sogno, del desiderio, avremmo un mondo che si muoverà con una forza, con una saggezza perforante. Un mondo dove la bellezza del sogno, non rimane solo presente quando ci mettiamo tra le coperte del nostro letto, ma anche grazie a coloro che si muovono con il consenso delle passioni e dei sogni.  Senza questi elementi, prettamente detti, l’uomo sarebbe “tabula rasa”, senza nessun motivo di esistere. 
Ci sono anche canzoni del panorama italiano, che ci aiutano a comprendere e a riflettere nello stesso tempo sul tema dei sogni. Una di questi è “Ho imparato a sognare” dei Negrita.  La band, ci fa notare come si parte sin da bambino a imparare a sognare, mentre si tira un calcio al pallone, pensando un giorno di essere un campione di calcio, e giocare nelle migliori squadre del mondo. Un altro brano, molto performativo su questo genere è quello di Meg, la cantante del gruppo dei 99Posse che avviò la sua carriera da solista, consegnandoci il brano “Simbiosi” che vi invitiamo a guardare!

Meg nome d’arte di Maria Di Donna, ci offre in questo brano uno spunto riflessivo molto interessante. Lei stessa si chiede dove si posa la realtà nel cospetto di un sogno e se ci possa essere, ancor più oggi,  un duopolio d’emozioni. La ricerca della cantante è veramente notevole, ma resta il fatto che i sogni il più delle volte non sono tanto meno realizzabili per una serie di vicende che si scontrano con la vita reale e non permettono all’uomo di raggiungere l’apice della sua ricerca. Tuttavia è anche vero, che nell’era della digital comunication, nell’era dei social network, pare che basti diventare “influencer” per aver realizzato il sogno della propria vita. Quindi la realtà, si scontra con la realtà web, e non ci fa comprendere l’effimera bellezza del sogno.

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